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DIDATTICA DIGITALE: LA SCUOLA DEL FUTURO È GIÀ QUI

Negli ultimi due anni l’emergenza sanitaria ha modificato radicalmente le metodologie di insegnamento del sistema scolastico italiano aprendo la strada alla didattica a distanza. Dopo le prime difficoltà, i nuovi strumenti hanno mostrato una serie di opportunità inedite rendendo la scuola digitale una realtà concreta

La pandemia affrontata in questi mesi ha cambiato inevitabilmente le abitudini e lo stile di vita di milioni di persone in tutto il mondo. In particolare, il sistema scolastico italiano ha subìto una trasformazione profonda, dettata da ripetuti lockdown e misure di contenimento dei contagi che hanno di fatto impedito a migliaia di studenti di accedere a corsi e lezioni in presenza. La didattica a distanza, nota anche come DAD, è arrivata fortunatamente in soccorso di professori e allievi consentendo, dopo alcune difficoltà iniziali, la ripresa graduale delle lezioni e il prosieguo degli ultimi due anni scolastici.  L’adozione di piattaforme online e strumenti informatici, quali PC, laptop e tablet, da parte dell’intero settore scolastico ha così permesso a tutti i soggetti coinvolti di testare direttamente sul campo le potenzialità della didattica a distanza. La DAD ha rappresentato indubbiamente una soluzione temporanea e per certi versi estrema, soprattutto per i giovani studenti ai quali è stato negato il diritto a frequentarsi, tuttavia ha consentito, allo stesso tempo, di inaugurare una nuova fase digitale per il sistema scuola.

La perfetta evoluzione della DAD è costituita oggi dalla didattica digitale integrata o DDI. Si tratta di una metodologia più equilibrata e complementare alla didattica tradizionale, in cui attività sincrone e asincrone si fondono dando vita a un sistema scolastico flessibile , adatto a qualsiasi livello di istruzione e sempre pronto ad affrontare eventuali emergenze.

La didattica a distanza, nota anche come DAD, è arrivata in soccorso di professori e allievi consentendo, dopo alcune difficoltà iniziali, la ripresa graduale delle lezioni e il prosieguo degli ultimi due anni scolastici. 

La didattica cambia volto e diventa digitale

DAD e DDI rappresentano due metodologie di didattica differenti. Con l’acronimo DAD ci si riferisce a una tipologia di didattica totalmente a distanza, in cui piattaforme online e device connessi costituiscono l’unico strumento per partecipare alle lezioni. L’insegnamento viaggia quindi esclusivamente sul web, così come l’interazione tra allievi e corpo docente. 

Per DDI si intende , invece, un metodo di insegnamento che unisce l’esperienza online alle attività in presenza in maniera bilanciata. La didattica digitale integrata si pone quindi come strumento complementare alle discipline classiche, utilizzando le nuove tecnologie quali vere e proprie risorse per l’apprendimento.

Il Ministero dell’Istruzione, in vista del nuovo anno scolastico, ha stilato una serie di Linee Guida a riguardo definendo la DDI un metodo innovativo attraverso il quale riprogettare l’offerta formativa. Per dare vita a una didattica digitale efficace è necessario disporre di dispositivi aggiornati, di un accesso alla rete Internet e soprattutto di competenze di tipo informatico.  Gli allievi saranno dunque accompagnati nello sviluppo di soft skill che includono abilità con computer e device, elaborazione testi tramite software specifici, creazione di presentazioni e grafici come conclusione di uno studio, consultazione mirata delle informazioni sul web e così via.

Tutto ciò che serve per una DDI senza problemi

La didattica digitale integrata o DDI è entrata a pieno titolo tra le metodologie di insegnamento del sistema di istruzione italiano. Per questo motivo il corredo scolastico di ciascun alunno, oltre all’equipaggiamento tradizionale, prevede una serie di nuovi strumenti in grado di garantire la corretta fruizione delle lezioni.

Presupposto essenziale per avviare una sessione DDI senza intoppi è quello di dotarsi di una connessione veloce a Internet . Le piattaforme utilizzate per seguire le lezioni in streaming e per le interazioni tra alunni e docenti richiedono una connessione domestica stabile al fine di evitare interruzioni o fastidiosi buffering. È bene quindi selezionare una tipologia di rete che soddisfi le esigenze di tutta la famiglia in termini di prestazioni, valutando inoltre quanti utenti nelle stesse ore usufruiranno della medesima connessione per studio o lavoro.

Per ciò che concerne la scelta del device è necessario considerare una serie di aspetti pratici al fine di ottenere il massimo dalle sessioni di didattica digitale. La DDI oltre alla possibilità di accedere a lezioni e approfondimenti online, on demand e in streaming, comprende tutta una serie di attività tra cui: elaborazione di documenti, creazione di presentazioni, svolgimento di esercizi interattivi, realizzazione di progetti di ricerca e molto altro. Per questo affidarsi a un dispositivo inadatto o progettato per ambiti differenti, come ad esempio lo smartphone, per eseguire l’intero comparto di esercizi didattici risulterebbe poco soddisfacente, limitando le potenzialità dell’esperienza digitale.  PC, laptop e Chromebook rappresentano pertanto la soluzione ideale poiché dotati di ampio schermo, tastiera estesa e numerose configurazioni tra le quali optare. Anche i tablet costituiscono una valida alternativa , contraddistinti per maneggevolezza e semplicità d’uso, a cui abbinare una serie di accessori per ottenere il sistema che più si adatta alle esigenze personali.

Quale dispositivo scegliere per la DDI

Tablet

Leggero, essenziale e sempre pronto all’uso. Il tablet è il dispositivo ideale per chi si approccia per la prima volta alla didattica digitale e rappresenta un eccellente compromesso per tutti gli studenti in continuo movimento.   Tra i requisiti fondamentali per questa categoria di device troviamo:

- Display da almeno 10 pollici, con risoluzione Full HD

- Connettività Wi-Fi e Bluetooth di ultima generazione

- Batteria capiente, per garantire un’intera giornata di utilizzo con una ricarica

- Sistema operativo aggiornato, al fine di offrire la massima integrazione con le piattaforme scolastiche

- 4 GB di RAM e 64 GB per l’archiviazione, preferibilmente espandibili tramite scheda di memoria

- Compatibilità con tastiere, mouse e penne digitali verificabili sul sito del produttore

PC, Laptop e Chromebook

Il computer è senza dubbio il dispositivo con cui la DDI esprime il massimo delle sue potenzialità. Fisso o portatile, è possibile scegliere la configurazione più adatta alle esigenze personali per avere un sistema sempre reattivo e in grado di eseguire applicativi e programmi specifici, che richiedono maggiori risorse. I Chromebook costituiscono un’ulteriore opzione all’interno del segmento laptop su cui l’utente può fare affidamento : la configurazione avviene in un clic e si è subito online. 

Le caratteristiche essenziali per un PC dedicato alla DDI:

- Schermo con diagonale uguale o superiore ai 20 pollici e risoluzione Full HD

- Connettività Wi-Fi e Bluetooth di ultima generazione

- Processore performante multi-core

- Sistema operativo aggiornato

- RAM da almeno 8 GB

- Unità di archiviazione veloce SSD da 256 GB o superiore

Il notebook perfetto per la DDI:

- Display da 13,3 pollici o superiore con risoluzione Full HD

- Connettività Wi-Fi e Bluetooth di ultima generazione

- Memoria RAM minima da 4 GB e unità di archiviazione da 128 GB o superiore

- Batteria con autonomia fino a 10 ore

- Presenza di ingressi USB e USB di tipo C

 

La scrivania ideale con gli accessori giusti 

Scegliere gli accessori giusti, da abbinare a tablet, PC e notebook, consente di configurare la postazione perfetta per lo studio con la didattica digitale. La webcam rappresenta il punto di partenza per poter comunicare con insegnanti e colleghi durante le sessioni online, indispensabile se il proprio PC ne è sprovvisto. Tra i compagni irrinunciabili per seguire al meglio le lezioni figurano gli auricolari Bluetooth : l’assenza di fili permette di muoversi liberamente e il microfono integrato rende più semplice prendere la parola durante una video conferenza. Anche mouse e tastiera senza fili rendono più fluidi i movimenti specie se si trascorrono diverse ore al PC, in più possono essere abbinati al proprio tablet per trasformarlo in un computer portatile con cui gestire comodamente le applicazioni di videoscrittura. Infine, per utilizzare il tablet o un notebook con schermo touch come un bloc-note con cui prendere appunti a mano libera, sottolineare, disegnare e molto altro è possibile associare una penna digitale . In questo modo preparare presentazioni, schemi per le lezioni e aggiungere appunti ai documenti sarà più semplice e divertente.

 

Il dizionario della didattica digitale

Attività asincrone: è l’insieme di attività didattiche svolte dagli studenti senza che ci sia interazione in tempo reale con gli insegnanti. Rientrano nelle attività asincrone le video lezioni on demand, i documenti, gli esercizi che i docenti mettono a disposizione dei propri allievi sulle piattaforme online in modo da poter essere consultati in qualsiasi momento.

Flipped Classroom: il concetto di flipped classroom (classe capovolta) rappresenta uno dei metodi di insegnamento possibili grazie alla DDI. In breve, gli alunni seguono a casa le lezioni attraverso video e contenuti digitali preparati precedentemente dall’insegnante. Il tempo a disposizione in classe viene, invece, impiegato per avviare dibattiti, laboratori e attività di cooperazione con la supervisione del docente.

Debate: il debate è una metodologia didattica attraverso la quale si avvia un dibattito su un determinato argomento tra gli allievi, suddividendo la classe in due gruppi, uno a favore e uno contro. I due gruppi devono elaborare le proprie tesi attraverso ricerche su fonti autorevoli, guidati dagli insegnanti. I portavoce delle due fazioni portano dinanzi a una giuria, composta dai docenti, i risultati del loro studio e alla fine viene decretato un vincitore. Tale tecnica è stata particolarmente incentivata con la DDI.

Apprendimento cooperativo: l’apprendimento cooperativo o cooperative learning consiste nel suddividere la classe in diversi team di lavoro che insieme collaborano alla risoluzione di un problema comune. Gli studenti sono coinvolti a livello cognitivo ed emotivo all’interno di un ambiente condiviso.

Bring Your Own Device: conosciuto anche con l’acronimo BYOD si traduce in “porta il tuo dispositivo” e fa parte delle politiche di rinnovamento della scuola italiana promosse dal Ministero dell’Istruzione. Si chiede in questo modo a studenti e insegnanti di utilizzare il proprio dispositivo a scuola, avendo in questo modo sempre a disposizione app e contenuti utilizzati in classe anche a casa , incentivando la digitalizzazione scolastica.