Efficienza energetica: quanto si risparmia con un elettrodomestico di nuova generazione
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Efficienza energetica: quanto si risparmia con un elettrodomestico di nuova generazione

Come si può capire quanto un nuovo elettrodomestico può avere un impatto positivo sui consumi? L'etichetta energetica è un aiuto concreto che contiene tutte le informazioni utili

Ci sono tante buone abitudini di consumo che possono avere un impatto positivo sul nostro Pianeta e sulla bolletta e certamente l’acquisto di un nuovo elettrodomestico ad alta efficienza energetica è fra queste. Non è sempre facile però capire quanto un nuovo apparecchio riuscirà ad avere un impatto positivo sui consumi, sia nel confronto tra le diverse opzioni di acquisto, sia - cosa che più conta - rispetto a un elettrodomestico con diversi anni sulle spalle. L’aiuto concreto arriva dall’etichetta energetica che contiene tutte le informazioni utili che riguardano i consumi dell’apparecchio : non solo la categorizzazione in classe energetica, ma anche dati puntuali di consumi elettrici e idrici e informazioni interessanti come la rumorosità. Bisogna ricordare anche che le etichette energetiche sono in continuo aggiornamento per riallineare la scala delle classi energetiche ai migliorati consumi degli elettrodomestici. Così una classe A di dieci anni fa, oggi sarebbe magari una deprecabile classe C. Quello che fa più fede, in realtà, sono i consumi elettrici “standard”, ovverosia misurati in condizioni comparabili.


Dai chilovattora agli euro: quanto pesano i consumi sulla bolletta 

Le etichette energetiche riportano i consumi standard degli elettrodomestici secondo uno schema di utilizzo che la normativa considera essere quello di un utente medio. Su tutte le etichette si parla quindi di un consumo annuo tipico, misurato in KWh (chilovattora), l’unità di misura dell’energia elettrica. Ma quello che un utente vuole sapere, più del valore elettrico, è quanto spenderà in bolletta. E per sapere questo bisogna sapere come “tradurre” i KWh in euro. Non c’è una quotazione univoca del chilovattora, poiché il costo della quota di consumo varia da contratto a contratto e anche dalle fasce di consumo raggiunte. Non sbagliamo di tanto se diciamo che il costo di un kWh si aggira attorno agli 0,2 euro. Che cosa significa? Per esempio che un frigorifero di classe A+++ che consuma in un anno 180 KWh, contribuirà alla bolletta per circa 36 euro; non è raro che un frigorifero con qualche annetto agli spalle abbia livelli di efficienza ben diversi, con consumi sul medesimo volume contenitivo, anche doppi.  Tutti i valori riportati sull’etichetta energetica sono riferiti a un utilizzo medio , ma a seconda delle abitudini, possono modificarsi: in caso di utilizzo più intenso, il vantaggio di avere un elettrodomestico molto efficiente aumenta ulteriormente. Diamo ora un occhio a quali sono i modi per risparmiare energia e quali sono le cose importanti da sapere quando si legge un’etichetta energetica.

LAVATRICI

La lavatrice è uno degli elettrodomestici più diffusi ed è anche un discreto consumatore di energia: deve infatti usare l’elettricità per far muovere il cestello e per scaldare l’acqua di lavaggio. Per risparmiare comunque ci sono già molti programmi “eco” a bassa temperatura (30°) che sono in grado di eliminare anche lo sporco più ostinato. I modelli più sofisticati poi risparmiano anche acqua, pesando il bucato introdotto e regolandosi di conseguenza.  

Nell’etichetta energetica vengono indicati:

Consumo annuo in kWh : indica il consumo medio annuo basato su 220 lavaggi con ciclo standard per capi di cotone con temperatura di 60°. Tenendo conto del valore di circa 0,20 euro per kWh, una lavatrice da 9 kg in classe A+++ con un consumo annuo di 152 kWh, per esempio, costerà circa 30 euro all’anno.

Livello di rumorosità in dB : indica la rumorosità in fase di lavaggio e in fase di centrifuga espressa in decibel per il programma standard 60°C Cotone a pieno carico. I valori medi da ricercare sono inferiori ai 70 dB per la centrifuga e inferiori ai 60 dB durante il lavaggio. 

Classe di efficienza energetica (centrifuga) : indicatore dell’efficienza e quindi dei consumi in fase di centrifuga, in una scala che va da A (la più efficiente) a G (la meno efficiente). Il consiglio più semplice per risparmiare ancora un po’ è quello di impostare valori di giri non superiori agli 800 al minuto: avrete il bucato un po’ più umido ma la bolletta sarà molto più leggera. 

Capacità di carico in kg : è il parametro di cui tenere conto in fase d’acquisto soprattutto da chi ha una famiglia numerosa: scegliere un modello sottodimensionato vorrebbe dire moltiplicare i lavaggi, un pessimo affare economico e una grande perdita di tempo. Il dato viene indicato come valore medio per un ciclo di lavaggio cotone a 40° o 60° con pieno carico. 

Consumo annuale di acqua in litri : altro dato molto importante, basato su 220 cicli di lavaggio standard. È importante quindi scegliere un modello di capacità adeguata alle esigenze familiari ma non sovradimensionato, fondamentale scegliere con oculatezza tra i molti programmi disponibili quello più adatto ai capi da lavare, magari il mezzo carico se non c’è molta biancheria sporca.

FRIGORIFERI

Il frigorifero è l’elettrodomestico forse più importante della casa, indispensabile per conservare alla giusta temperatura ogni genere alimentare. La sua scelta va valutata soprattutto in base alle esigenze familiari: quante persone ci sono in famiglia, quante volte alla settimana si fa la spesa, quante volte si consumano alimenti surgelati e così via. Anche l’occhio vuole la sua parte, ma non bisogna farsi affascinare solo dalle dimensioni extra large, occorre verificare anche l’interno dell’apparecchio e naturalmente il consumo indicato sull’etichetta energetica.

Consumo annuale basato su test standard di 24 ore : questo valore è espresso secondo complessi calcoli matematici ma si può riassumere con il valore del consumo in kWh, con l’apparecchio impostato in modo che in ogni diverso scomparto venga raggiunta la minima temperatura possibile. Si tratta di un dato attendibile, considerato che in genere l’utente non imposta mai il frigorifero sul massimo potere di raffreddamento, ma viceversa l’apparecchio viene più volte aperto durante il giorno e quindi la temperatura interna viene di conseguenza aumentata con l’ingresso di aria a temperatura ambiente. Tenendo conto che il costo medio di 1 kWh può essere calcolato attorno ai 0,20 euro un frigorifero in classe A+++ che ha un consumo annuale stimato inferiore a 140 kWh all’anno costerà meno di 28 euro all’anno.

Emissione di rumorosità in decibel : si tratta di un dato abbastanza importante (addirittura vitale per chi vive in un monolocale), specie per quegli apparecchi dotati di sistema di ventilazione interna, considerato che il frigorifero è in funzione 24 ore su 24. Un valore inferiore ai 40 dB è più che sufficiente per essere considerato un rumore di fondo non fastidioso.

Capacità di congelazione in litri : indica la capienza del vano destinato a contenere alimenti a una temperatura non superiore ai – 6°. Il valore non è un indice di qualità ma deve essere preso in considerazione se si ha una famiglia numerosa o se si fa largo uso di alimenti surgelati. 

Capacità di conservazione in litri : indica la capacità complessiva dei vani del frigorifero destinati alla conservazione degli alimenti a temperature superiori a -6°. Anche in questo caso non è un indice di qualità e probabilmente risulta più utile verificare come sia organizzato lo spazio interno, la quantità di ripiani, la capienza dei balconcini sulla porta, i vani verdura e carne.

LAVASTOVIGLIE

La lavastoviglie ci risparmia una delle operazioni domestiche quotidiane più noiose. Ce ne sono di tutte le dimensioni e quindi la scelta non è semplice: l’etichetta energetica ci aiuta a tenere presenti i parametri più importanti come il consumo di energia e di acqua. 

Consumo annuale in kWh : questo dato è basato su test standard di 180 cicli di lavaggio normale, tenendo conto quindi delle ferie e di qualche giornata in cui l’apparecchio non viene usato. Nel confronto tra apparecchi bisognerà considerare solamente modelli con la stessa capacità, dato che il consumo è in base anche al numero di coperti e alla quantità di acqua impiegata. Per fare un esempio pratico, una lavastoviglie a libera installazione da 12 coperti in classe energetica A+++ con un consumo energetico inferiore a 231 kWh/anno costerà circa 46 euro all’anno (calcolando un costo dell’energia di 0,20 euro).

Emissione di rumore in decibel : i flussi d’acqua all’interno dell’apparecchio creano parecchio rumore perché le pompe la gettano con forza sulle stoviglie. Il rumore però ci sarà solamente durante l’utilizzo, un parametro quindi da considerare soprattutto se la lavastoviglie è inserita in uno spazio comune con il soggiorno. Un valore inferiore ai 50 dB è consigliabile, ma i modelli migliori si avvicinano ai 40 dB e sono quasi inudibili.

Capacità di numero di coperti per un lavaggio standard : è il parametro fondamentale per la scelta perché sarebbe inutile acquistare un modello troppo grande per una coppia oppure uno troppo piccolo per una grande famiglia. Non bisogna però confondere il numero dei coperti con quello del singolo piatto: per coperto si intende un insieme di stoviglie che ogni commensale utilizza per il pasto, dall’antipasto al caffè, oltre ai tegami e agli utensili necessari alla preparazione del pasto. 

Classe di efficienza di asciugatura : è un valore diverso da quello indicato per l’efficienza di lavaggio, che per legge deve essere obbligatoriamente di classe A e quindi non viene più indicato. I valori vanno da A (migliore) a G (peggiore). 

Consumo annuale di acqua in litri basato su 180 cicli standard di lavaggio : l’acqua è essenziale per il lavaggio ma ci sono apparecchi che la sfruttano con grande oculatezza, studiando accuratamente il miglior percorso per rimuovere lo sporco al primo passaggio, tanto che molti apparecchi riescono a consumare meno acqua rispetto a un lavaggio manuale.

CANTINETTE VINO

Sempre più appassionati desiderano conservare bottiglie di vino alla temperatura ideale per un consumo ottimale. Le cantinette rappresentano la scelta migliore anche se non è necessario disporre di centinaia di bottiglie in quanto sono disponibili modelli di dimensioni ridotte. Ulteriore raffinatezza in alcuni modelli è il filtraggio per i raggi ultravioletti sulla porta in vetro, in modo che il vino non venga danneggiato dalla luce.

Consumo annuale basato su test standard di 24 ore : è uno dei dati fondamentali dell’apparecchio, calcolato sull’impostazione media di una temperatura di 12 gradi, con umidità compresa tra il 50 e l’80%. Considerato che i vini non vanno conservati a temperature troppo basse, solitamente la parte frigorifera non dovrà lavorare eccessivamente per mantenere la temperatura desiderata e quindi i consumi non sono eccessivi; anche il controllo dell’umidità  può far incrementare il consumo. Un consumo mediamente superiore è da prevedere per chi vorrà conservare vini bianchi e spumanti, notoriamente da tenere a temperature più basse rispetto ai vini rossi. Inoltre alcuni modelli usano tecnologie diverse da quelle dei comuni frigoriferi, tali da avere una bassa efficienza energetica, per questo motivo sono previste ancora dieci classi energetiche: da G ad A+++.

Capacità in numero di bottiglie standard : indica il numero di bottiglie di vino da 75 cl che possono essere stivate nella cantinetta, alcuni modelli però possono anche contenere bottiglie fuori standard come quelle dello champagne e dello spumante. Questo dato va quindi considerato meglio se siete interessati anche ai vini con le bollicine.

Emissione di rumorosità in decibel : il rumore del compressore può essere fastidioso perché funziona in ogni ora del giorno e della notte. Il valore deve quindi essere più basso possibile (intorno ai 40 dB), specialmente se la parte cucina è inserita in un ambiente in comune con il soggiorno.

CONGELATORI

Un congelatore è un acquisto da considerare non solo quando lo spazio del freezer non basta più ma è un’ottima soluzione per avere a disposizione tutto l’anno alimenti stagionali o per poter gestire e conservare scorte di cibo già cucinato per lunghi periodi di tempo.

Consumo annuo espresso in kWh : indica il consumo annuale di un congelatore basato su procedure standard e comparabili. Possiamo fare un esempio pratico di quanto costa in un anno un congelatore di tipo verticale da 300 litri a libera installazione con sistema di raffrescamento di tipo statico: calcolando sempre il costo medio del kWh di circa 0,20 euro, una classe energetica A+++ e un consumo inferiore ai 143 kWh, il costo è di circa 28 euro. I dati possono naturalmente variare in base al luogo in cui l’apparecchio è posizionato e da come viene utilizzato.

Rumorosità: l’emissione di rumore espressa in decibel ; i migliori modelli presentano livelli intorno ai 40 dB.

Capacità degli scompartimenti per il cibo congelato : espressa in litri, è il volume utile complessivo degli scomparti atti alla conservazione dei cibi surgelati o alla surgelazione la cui temperatura è uguale o inferiore a -6°C. Le stelle indicate nell’icona indicano il rapporto tra la temperatura e la conservazione degli alimenti. Quasi tutti i modelli hanno oramai 3+1 stella (4 stelle), che può garantire una temperatura anche di -25°.

ASCIUGATRICI

Oggi si può decidere di acquistare un’asciugatrice in tutta serenità senza preoccuparsi troppo dei consumi eccessivi. Grazie, infatti, a tecnologie innovative e alla pompa di calore che ha ormai soppiantato l’uso della sola resistenza, l’impatto dell’asciugatrice sul budget famigliare è ridotto. L’etichetta energetica, oltre a indicare la classe di efficienza energetica e il consumo di energia in kwh/anno, si differenzia a seconda che l’apparecchio sia a condensazione o a evacuazione.

Consumo di energia espresso in kWh/anno : viene calcolato per 160 cicli del programma standard per tessuti di cotone a pieno e a mezzo carico. Ad esempio, un’asciugatrice in classe A++ con capacità 10 kg e consumo annuo di 280 kWh costa circa 55 euro l’anno (sempre calcolando un costo medio di 0,20 euro del kWh).

Durata del ciclo di asciugatura : espressa in minuti che corrisponde al programma standard per tessuti di cotone a pieno carico

Capacità nominale di carico : espressa in kg, viene indicata per il programma standard per tessuti in cotone

Rumorosità : viene indicato il rumore emesso espresso in decibel durante il programma standard di asciugatura per tessuti in cotone. Indicativamente l’ideale è che sia inferiore ai 70 dB.

Classe di efficienza di condensazione : nelle asciugatrici a condensazione viene indicata la classe di efficienza di condensazione su una scala che va da A a G. L’efficienza di condensazione di un programma è il rapporto fra l’umidità condensata e raccolta nella vaschetta dell’asciugatrice e l’umidità rimossa dai panni bagnati durante l’asciugatura, per il programma standard dedicato a tessuti di cotone a pieno carico e a mezzo carico.

FORNI

Anche i forni sono dotati di un’etichetta energetica che permette di valutare quanto consuma anche se comunque dobbiamo tenere presente che buona parte dei consumi dipendono dalle temperature e dai tempi di utilizzo. Per limitare gli sprechi e risparmiare energia si consiglia in linea di massima di non aprire lo sportello durante la cottura se non è strettamente necessario e magari ricordarsi di spegnere il forno qualche minuto prima della fine della cottura, così da sfruttare l’aria calda residua.

Consumo di energia espresso in kWh : è relativo alle funzioni di riscaldamento per ciclo di cottura, cioè l’energia elettrica necessaria a riscaldare la cavità del forno con un carico standard; in genere i forni ventilati hanno un’efficienza maggiore, poiché la circolazione dell’aria agevola una distribuzione uniforme del calore.

Volume utile del compartimento del forno : è espresso in litri, i più comuni forni a incasso domestici hanno un volume di 60 litri.

Dimensioni del forno : un forno piccolo ha una capacità fra i 12 e i 35 litri, medio ha una capacità fra i 35 e i 65 litri e grande oltre i 65 litri.

CLIMATIZZATORI

AI climatizzatori attualmente sul mercato hanno ormai consumi decisamente ridotti. Per capire e confrontare le prestazioni di consumo e le altre caratteristiche tecniche dei diversi modelli, viene in aiuto l’etichetta energetica, che è obbligatoria e standardizzata. L’etichetta energetica dei climatizzatori prevede la consueta indicazione della classe di consumo espressa con le barre colorate, inoltre nella zona superiore un pittogramma indica se l’apparecchio ha la sola funzione di raffreddamento o anche riscaldamento. 

Funzione di raffreddamento

- Classe di efficienza energetica: una classificazione che si basa sul consumo energetico in raffreddamento; la A+++ indica i modelli a maggiore efficienza, la B e le lettere successive quelli relativamente meno virtuosi 

- kW indica la potenza in raffreddamento

- SEER è l’indice di efficienza energetica in modalità di raffreddamento: più alto è questo valore, meglio è

- kWh consumo annuo di energia elettrica in raffreddamento per un funzionamento stimato di 500 ore/anno in condizioni medie. In caso di utilizzi più o meno intensi, il consumo va ricalcolato di conseguenza

Funzione di riscaldamento

-Classe di efficienza energetica: una classificazione che si basa sul consumo energetico in riscaldamento; la A+++ indica i modelli a maggiore efficienza, la B e le lettere successive quelli relativamente meno virtuosi

- kW indica la potenza in riscaldamento suddiviso per tre zone climatiche

-  SCOP è il coefficiente stagionale in riscaldamento calcolato per le tre fasce climatiche in cui è stata divisa l'Europa; più alto è questo valore è meglio è

-  kWh consumo annuo di energia elettrica in riscaldamento per un funzionamento stimato di 500 ore/anno in condizioni medie. In caso di utilizzi più o meno intensi, il consumo va ricalcolato di conseguenza

-  Mappa dell’Europa suddivisa in tre zone climatiche

- La rumorosità delle unità interne ed esterne espressa in dB (A) misurati a un metro di distanza dall’apparecchio. Valori buoni sono considerati quelli sotto i 60 dB..

TELEVISORI

I consumi dei televisori sono strettamente dipendenti dalle dimensioni dello schermo nell’ambito delle diverse tecnologie di funzionamento (LCD con LED o OLED): in genere maggiore è la diagonale dello schermo, maggiore sarà il consumo. C’è però l’incognita dello stand-by, la famigerata lucina rossa che rimane sempre accesa e alla lunga consuma tanta energia. In ogni caso i valori di consumo annuali sono sempre modesti nel complesso del bilancio energetico familiare.

Consumo annuale di energia in kWh : dato rilevato con un funzionamento medio di 4 ore giornaliere con ciclo di immagini standard e luminosità al massimo, una definizione in effetti piuttosto vaga perché il costruttore potrebbe aver scelto immagini molto scure che richiedono poca illuminazione e quindi poca energia consumata. Un valore quindi da prendere con beneficio di inventario in termini assoluti ma valido come confronto tra diversi modelli.

Presenza di un interruttore fisico di accensione : il buon vecchio interruttore è una presenza importante in modo da evitare la modalità stand-by obbligatoria dei modelli che non ne sono dotati. Bisogna però considerare che a volte gli interruttori sono nascosti in luoghi introvabili e inaccessibili, specie se il TV è fissato al muro. Alcuni modelli poi, pur essendo dotati di interruttore fisico, rimangono in effetti attivi per funzioni di aggiornamento dei canali o ricerca firmware di aggiornamento.

Consumo medio di energia con immagini standard : se passate molto tempo con il TV acceso questo dato è molto importante, forse più del valore complessivo annuale, è anche un modo di confronto con apparecchi ancora privi di etichetta energetica che sono sempre accompagnati da questo valore.

Dimensioni della diagonale dello schermo espresse in centimetri e pollici : altro parametro fondamentale per la scelta di un TV, anche se non è indice di qualità. Bisogna scegliere il formato giusto in base alla distanza di visione, alle abitudini e alla definizione dello schermo. Non esistono regole esatte per fissare il rapporto tra distanza di visione e dimensioni dello schermo, per esempio nella visione di programmi in definizione Ultra HD 4K la distanza ottimale in genere viene diminuita; anche eventuali problemi alla vista possono far scegliere una dimensione piuttosto che un’altra. Il valore viene espresso in centimetri e pollici, dato che siamo più abituati a considerare la misura anglosassone, per esempio 40 pollici piuttosto che 101 centimetri.

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