Le risposte al CLUB Quiz "CONNECTED HOME"
  • CLUB Quiz

Le risposte al CLUB Quiz "CONNECTED HOME"

I dispositivi e le applicazioni “smart” stanno entrando in tutte le case e siamo a un passo dalla smarthome e casa del futuro. Ma quanto le conosciamo veramente? Scopriamolo con le migliori risposte alle domande del CLUB Quiz CONNECTED HOME

A quanto ammonta il mercato della smarthome in Italia nel 2018 e di quanto è aumentato rispetto al 2017? A quanto ammonta la quota degli home speaker all'interno del mercato smarthome in Italia nel 2018?

Miglior risposta: 380 milioni di euro - 52% - 16%


Il mercato della smarthome in Italia è in forte crescita e secondo i dati diffusi dall'Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano la spesa dei nostri connazionali per rendere la propria casa smart è aumentata dal 2017 al 2018 del 52%, arrivando a un totale di 380 milioni di euro. Una spesa concentrata per il 35% in apparati per la sicurezza, seguiti dagli home speaker al 16%, gli elettrodomestici al 14% mentre il comparto riscaldamento e climatizzazione conta per il 12%, lasciando il 23% ad altre applicazioni smart.


In quale anno è stato realizzato il primo protocollo di network per la smarthome o casa domotica? Come si chiama e dove è stato realizzato?

Miglior risposta: 1975 - X10 - Scozia

 

Risale al 1975 il primo protocollo di comunicazione tra device utilizzato in quella che si definiva home automation, precursore della domotica e della smarthome. La Pico Electronics, azienda scozzese di Glenrothes, sviluppò in quell'anno l'X10 (che sta per decimo progetto) per poter controllare da remoto alcuni device elettrici. Si dovranno aspettare tre anni, ovvero fino al 1978 per vedere in commercio i primi prodotti “X10”.


In quale anno è stato prodotto il primo termostato smart?

Miglior risposta: 2007


Il primo termostato smart fu sviluppato nel 2007 da Stuart Lombard come evoluzione dei termostati programmabili e rendendoli più semplici e affidabili portando in questo modo maggiori risparmi energetici.


Alcuni termostati smart possono adattare la temperatura della casa sapendo se è occupata o meno. Come fanno?

Miglior risposta:  Attraverso sensori di movimento o GPS del telefono

 

Per scoprire se la casa è occupata e quindi adattare la temperatura ambientale, i termostati smart si basano su dei sensori di movimento inseriti nel termostato stesso. In aggiunta a questo sistema, per una rilevazione più affidabile, in alcuni modelli è possibile utilizzare il geofencing tramite una connessione Internet. In pratica si può determinare se uno smartphone o altro device sia all'interno del perimetro di casa, deducendo così la presenza delle persone. 


Cosa non può fare un termostato smart?

Miglior risposta: Modificare il sistema di riscaldamento


Molteplici sono le funzioni collegate a un termostato smart, da “imparare” dalle consuetudini degli abitanti della casa per fornire riscaldamento al momento giusto a comparare l'efficienza energetica della nostra casa con altri utenti attraverso app dei produttori, così come avvisare gli utenti di eventuali problemi al sistema di riscaldamento sul loro smartphone. Con la connessione Internet possono anche fornire le previsioni del tempo, anche se non arrivano certamente a suggerire quali vestiti mettere, così come ad oggi non possono modificare l'impianto di riscaldamento.


Qual è il principale vantaggio di un sistema di lampadine intelligenti (Smart B ulbs) e quali sono i principali controlli da remoto?

Miglior risposta:  Il controllo sulle luci di casa anche da remoto - Accensione e intensità


L'utilizzo di lampadine intelligenti permette il loro controllo in remoto, ad esempio tramite applicazioni su smartphone o assistenti virtuali. Questa modalità di accensione e spegnimento ha come effetto indotto anche un risparmio energetico. La maggior parte delle lampadine smart in commercio non solo si possono spegnere e accendere da remoto, ma anche regolarne l'intensità. In alcuni casi è anche possibile modificare il colore della luce se le lampadine sono predisposte.


Come si installa una Smart Plug per il controllo da remoto di una presa elettrica?

Miglior risposta:  Associandola alla rete Wi-Fi domestica e poi controllandola tramite la stessa rete (hub o smart speaker) o smartphone

L'installazione di una Smart Plug o presa elettrica intelligente è molto semplice. Basta associarla alla rete Wi-Fi domestica e inserirla nella presa. Da quel momento potrà essere controllata da Hub, smart speaker, smartphone che siano sulla medesima rete.


Quali funzioni si possono avere in una Smart Plug?

Miglior risposta:  Accendere e spegnere istantaneamente o seguendo un programma, controllando i consumi


Con una Smart Plug è possibile controllare il flusso di corrente, aprendolo o chiudendolo da remoto ad esempio per accendere o spegnere una lampada piuttosto che un televisore. Non solo, è anche possibile programmare le operazioni di accensione e spegnimento nell'arco della giornata, ottenendo un maggiore controllo sui consumi di energia elettrica.


Come si definisce uno smart display?

Miglior risposta:  Uno smart speaker dotato di touchscreen

 

Viene considerato smart display uno schermo touch associato a uno smart speaker, ma il termine viene utilizzato anche per indicare più generale un display di un device  smart, così come anche gli schermi posizionati sugli elettrodomestici di ultima generazione che forniscono informazioni.


Cosa deve avere uno smart speaker per poter essere definito tale?

Miglior risposta:  Un assistente virtuale integrato


Uno smart speaker viene definito tale nel momento in cui permette di interagire con un assistente virtuale integrato, operazione per compiere la quale è necessario un microfono, così come una o più casse audio.


La smarthome si riempie di device anche impensabili. Tra questa lista quale esiste realmente almeno come prototipo?

Miglior risposta: Il pigiama che impedisce il sonnambulismo


Non ci sono limiti alle invenzioni legate al mondo smart che potranno entrare nella nostra casa. Tra due anni potremmo indossare un pigiama che grazie a sensori integrati e a un ricevitore Bluetooth può monitore la qualità del sonno senza essere invasivo. È anche previsto un allarme per evitare cadute dal letto e segnalare episodi di sonnambulismo o apnea notturna. E per ravvivare il soggiorno ecco un tavolino da caffè intelligente, con assistente virtuale integrato per aprirlo in due e dare accesso a bibite e snack contenuti nel capiente frigo o accedere a uno streaming musicale via smartphone.


Cosa non può mancare in una smarthome perché possano funzionare i diversi device?

Miglior risposta:  Router Wi-Fi

Tutti i device smart per poter funzionare hanno bisogno di essere collegati a una rete Wi-Fi, e in alcuni casi è utile, se non necessario, utilizzare un Hub da collegare al router per una più efficace comunicazione dei diversi device tra loro e con la rete Internet. Solo in rari casi come alcuni termostati smart è necessario dotarsi di una speciale cablatura di cavi dedicati.


Quali sono i principali standard di comunicazione ad oggi utilizzati nei device Smart?

Miglior risposta:  Wi-Fi, Zigbee, Z-Wave e Bluetooth


Le operazioni che è in grado di svolgere un dispositivo smart sono tutte legate alla possibilità di comunicare del device con un Hub o un server che lo rende intelligente, rispondendo ai nostri input o programmazioni. I principali standard di comunicazione ad oggi utilizzati sono Wi-Fi, Bluetooth, Zigbee, Z-Wave e la maggior parte degli smart speaker hanno compatibilità con tutti i sistemi.


Spesso parlando di smarthome si trova l'acronimo IoT. Ma cosa significa?

Miglior risposta:  Internet of Things


IoT è una sigla che abbrevia Internet of Things, che si configura come un'espansione del mondo di Internet. In particolare possiamo tradurre “Things” come cose o meglio oggetti che connessi alla rete diventano intelligenti, potendo comunicare e accedere a informazioni di altri oggetti.


DOMANDONE - Quanti sono gli italiani che nel 2018 possedevano almeno un oggetto smart?

Miglior risposta: Il 41%


Secondo un recente studio dell'Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, il 41% degli Italiani possiede un oggetto smart. Se consideriamo quanti sono quelli che sono venuti a conoscenza dell'esistenza di “case intelligenti” la percentuale sale al 59%.

Altri articoli che potrebbero interessarti

Leggi tutto di CLUB Quiz