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Trent’anni di SMS: come i messaggi di testo hanno cambiato il modo di comunicare

Un messaggio datato 3 dicembre 1992 ha cambiato per sempre le sorti della comunicazione in mobilità, consentendo a due o più persone distanti tra loro di scriversi in modo rapido ed economico. Dopo 30 anni gli SMS hanno cambiato forma confluendo nei nuovi servizi di messaggistica, tra video, immagini e suoni, in cui il testo rimane un indiscusso protagonista

Era il 3 dicembre 1992 quando il primo SMS fu inviato dall’ingegnere informatico Neil Papworth , tramite computer, al telefono di un suo amico con il testo “Merry Christmas”. Un Buon Natale che, a distanza di qualche anno, avrebbe cambiato in maniera radicale il settore della telefonia mobile assieme al modo di interagire di miliardi di persone, riportando la scrittura al centro della comunicazione .

SMS NEGLI ANNI ‘80 : il sistema a monte dello Short Message Service - abbreviato poi in SMS - risale in realtà ai primi anni ‘80 quando sono state gettate le basi per lo standard GSM e le reti cellulari di seconda generazione , attive ancora oggi. Il potenziale dei “messaggini” non fu colto immediatamente dal comparto mobile, bisognerà infatti attendere almeno due anni dal primo SMS affinché i produttori di cellulari introducano sul mercato modelli dotati di tastiera alfanumerica e predisposti all’invio di messaggi di testo.

SMS NEGLI ANNI ‘90 : con cellulari dai prezzi sempre più accessibili e la diffusione di SIM prepagate rivolte ai più giovani, a fine anni ‘90 l’SMS - spinto soprattutto da un costo medio molto basso pari a 300 lire (15 centesimi di euro) - diventa ufficialmente il mezzo preferito da tantissimi adolescenti , intenti a instaurare rapporti epistolari dove amicizie e amori si consumano al tempo di 160 caratteri. Proprio il limite di 160 battute diventa una sfida per gli utenti, determinati a sfruttare fino all’ultimo prezioso carattere, favorendo l’introduzione di abbreviazioni ed espedienti - in cui ad esempio la parola “perché” diventa “xk” - difficili da mandare giù per i puristi della lingua.

SMS NEGLI ANNI 2000 : l’oggetto più desiderato sotto l’albero negli anni 2000 diventa dunque il telefono cellulare e le promozioni mirate dei principali operatori, che offrono valanghe di messaggi a un prezzo irrisorio , non si fanno attendere. Ciò porta nella prima metà degli anni Zero all’ invio di circa 30 miliardi di SMS solo in Italia , un risultato incredibile che consacra definitivamente il messaggio quale seconda rivoluzione del settore mobile, dopo l’introduzione del telefono cellulare, e vero e proprio fenomeno culturale di massa.

SMS Story

1992 - Il 3 dicembre viene inviato il primo SMS della storia

1999 - Arrivano in Italia le prime promozioni con bundle di SMS gratuiti a tariffa fissa

2000 - Il sistema di scrittura intelligente su tastiera alfanumerica T9 è tra le funzioni più richieste sui cellulari

2004 - Il numero di SMS inviati in Italia supera i 24 miliardi

2009 - Nasce il servizio di messaggistica istantanea su cellulari WhatsApp

2012 - Si raggiunge l’apice di SMS inviati in Italia con 97,5 miliardi di messaggi

2014 - Drastico calo di SMS inviati di oltre il 50% con la diffusione su larga scala di smartphone e social network

2019 - Gli SMS inviati scendono a 7,7 miliardi

Emoticon e messaggi multimediali, l’SMS non basta più

Dopo essere entrato prepotentemente nella vita di milioni di persone in tutto il mondo, l’SMS inizia a mostrare alcuni segni di stanchezza con la comparsa dei servizi di messaggistica istantanea sul web e la possibilità per gli utenti di scambiare anche foto e GIF animate su tali piattaforme. Nel frattempo le emoticon invadono i messaggi di testo , impersonando il modo più semplice per recuperare tutte le emozioni che il mezzo testuale taglia fuori dalla comunicazione. Se dapprima l’inserimento della “faccina sorridente” avviene manualmente, i produttori intuiscono il potenziale di tale fenomeno aggiungendo comandi facilitati per la digitazione di decine di emoticon che esprimono gioia, tristezza, dubbio e così via. Un primo segno di cambiamento nell’universo dei messaggi di testo avviene con l’ introduzione dei messaggi con disegno, lanciati da brand come Nokia già a inizio 2000 , che attraverso il medesimo sistema di invio degli SMS consentono di visualizzare su display monocromatico immagini in bianco e nero. L’avvento di cellulari sempre più evoluti e con display a colori evidenziano però tutti i limiti del messaggio puramente testuale, convincendo gli operatori ad aprire le porte ai nuovi e colorati MMS (Multimedia Messaging Service).  Nonostante l’SMS continui a crescere, toccando nel 2007 quota 60 miliardi in Italia , il messaggio multimediale stuzzica la fantasia degli utenti più giovani che possono ora scambiarsi foto scattate col proprio telefono e brevi video. Tuttavia il costo troppo alto di questo nuovo servizio per la fascia di utenti a cui è rivolto, pari a 60-70 centesimi, e i limiti dei telefoni dell’epoca, che costringevano gli utenti a cancellare i file dopo la ricezione a causa dei pochi megabyte di memoria, costituiranno i motivi principali per cui l’SMS non sarà soppiantato nel breve periodo.

I primi passi verso la messaggistica istantanea: un’evoluzione naturale

Il concetto di smartphone è meno recente di quanto si creda. I primi telefoni intelligenti destinati al grande pubblico hanno fatto la loro comparsa già agli inizi degli anni 2000, mentre la definitiva diffusione su larga scala avvenne qualche anno dopo grazie soprattutto a modelli pensati per ogni tasca. Gli smartphone disponevano chiaramente di maggiori funzionalità rispetto ai telefoni di precedente generazione tra cui la possibilità di navigare sul web, ricevere mail, riprodurre file multimediali, scattare foto e realizzare video. Oltre ai già citati MMS, gli SMS si trovarono questa volta a dover competere con le versioni mobili di alcune delle chat più diffuse: fra tutte Windows Live Messenger Poter usufruire di servizi per la messaggistica istantanea sul proprio dispositivo mobile significava non dover più sottostare alla regola dei 160 caratteri né al numero limitato di messaggi imposti dal credito residuo o dall’offerta attiva , anche se le offerte per la navigazione web erano ancora agli esordi. Questo piccolo ma fondamentale passaggio gettò comunque le basi per i futuri servizi di messaggistica istantanea in cui tutte le restrizioni dei classici SMS diventeranno solo un ricordo .

Messaggistica istantanea

Smartphone e applicazioni, la parola d’ordine è condividere

Nel 2012 l’invio di SMS nel nostro Paese ha toccato l’apice con oltre 97 miliardi di messaggi . L’aspetto dell’intero settore nel frattempo ha però subìto dei grandi cambiamenti con la comparsa di smartphone evoluti, come i primi modelli di iPhone e Android, che hanno conquistato il pubblico e mostrato tutte le potenzialità dei dispositivi mobili. Paragonati prontamente a dei mini computer portatili, ciò che ha reso irresistibile la nuova generazione di smartphone è stata la possibilità di personalizzazione attraverso l’installazione di applicazioni di terze parti con funzioni sempre nuove. 

Le reti mobili ormai pronte a supportare la navigazione in mobilità, grazie al passaggio dal 3G al più veloce 4G, hanno concesso agli utenti di esplorare il web con maggiore libertà e agli sviluppatori di proporre nuovi servizi per rendere la comunicazione più efficace e (quasi) senza limiti . È questo lo scenario in cui si affacciano per la prima volta le piattaforme di messaggistica istantanea così come le conosciamo oggi.  WhatsApp, Viber, Telegram hanno aperto le porte a un modo inedito di comunicare grazie alla possibilità di scambiare messaggi infiniti - con il solo vincolo dei GB disponibili nella propria offerta - accompagnati da foto e video (e più di recente anche GIF, documenti e note vocali), rendendo i limiti degli SMS solo un lontano ricordo. Il cellulare diventa, quindi, uno strumento di condivisione continua e compulsiva, di connessione senza sosta alla propria community di contatti trasformando anche la stessa telefonata in una funzione secondaria.

Dagli SMS ai social network

L’utilizzo esponenziale di servizi di messaggistica istantanea, sempre più colorati e ricchi di funzioni, ha provocato un drastico e prevedibile calo nell’invio di SMS negli anni, toccando nel 2019 il mimino storico pari a 7,7 miliardi . Numeri tutto sommato importanti ma che lasciano intendere come i messaggi di testo siano oggi il mezzo preferenziale di una nicchia di utenti, non del tutto assuefatti all’utilizzo di uno smartphone e delle relative applicazioni. Oltre alle app dedicate esclusivamente alla messaggistica, a contribuire alla contrazione del numero di SMS inviati nel corso degli anni è stata indubbiamente la diffusione dei social network . È oggi, infatti, impossibile pensare a uno qualsiasi dei social media separatamente dal proprio servizio di chat abbinato. Facebook, Instagram, Snapchat, Tik Tok, Twitter, integrano ciascuno una piattaforma su cui scambiare messaggi istantanei con i propri contatti , aprendo così i confini della rubrica personale ai miliardi di utenti che ogni giorno interagiscono sui social e con i quali ora è possibile scriversi.

L’inarrestabile successo di WhatsApp

WhatsApp ha compiuto il proprio debutto nell’universo delle applicazioni per smartphone nel 2009 ed è diventata ben presto una delle piattaforme più utilizzate al mondo . Il segreto di tale successo risiede indubbiamente nella semplicità d’uso , che unisce l’immediatezza degli SMS alle funzioni di instant messaging, attraverso un’interfaccia riconoscibile e intuitiva adoperabile anche da chi è alle prime armi con la tecnologia. Col tempo WhatsApp ha fidelizzato una grande fetta di utenti, che ha abbandonato gradualmente gli SMS affidandosi quasi esclusivamente all’app. La piattaforma conta oggi circa 2 miliardi di profili attivi in oltre 180 Paesi , in base ai dati forniti dalla società, con un traffico di 29 milioni di messaggi al minuto . Oltre ai motivi legati indubbiamente alla possibilità di risparmiare sul proprio conto telefonico - considerato l’utilizzo completamente gratuito della piattaforma - il motivo della crescente popolarità di WhatsApp è da ricercarsi nella capacità di offrire molto di più rispetto al semplice invio di messaggi testuali . La piattaforma si è infatti arricchita negli anni consentendo di: condividere foto, video, contatti della rubrica, posizione geografica e documenti; creare chat di gruppo; aggiungere emoticon, adesivi e GIF alla conversazione; effettuare chiamate e videochiamate, anche di gruppo . Proprio le chiamate, che sfruttano il traffico dati tramite il sistema VoIP, hanno riscosso grande consenso tra gli utenti raggiungendo attualmente la cifra di 100 milioni di contatti e circa 2 miliardi di minuti ogni giorno.  L’Italia è tra i Paesi in Europa con il più alto tasso di utenti: l’83% dei possessori di uno smartphone utilizza regolarmente WhatsApp . Secondo le ultime stime, ogni settimana si trascorrono in media 195 minuti sull’applicazione, tra messaggi, chiamate e condivisione di file. Dal 2014, inoltre, l’app è entrata a far parte del gruppo Facebook, introducendo subito dopo funzionalità in stile social tra cui l’aggiornamento dello “stato” con foto e video, visibili per 24 ore proprio come per le Stories di Instagram. Si tratta di un’ulteriore modalità per comunicare con i propri contatti, che nell’ultimo anno è stata apprezzata e utilizzata da 500 milioni di persone quotidianamente.