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Switch-off: TV o decoder? Come fare la scelta migliore

Le scadenze dello switch-off cominciano ad arrivare ed è quindi giunto il momento di prendere una decisione: meglio cambiare il TV o acquistare un decoder? Ecco qualche consiglio per aiutarti a scegliere

Arrivano le scadenze del cambiamento di modalità di trasmissione televisiva e in tanti si trovano davanti al dilemma chiave: basta un semplice decoder da poche decine di euro o è meglio cambiare TV? Ovviamente non c'è una risposta sola e la soluzione migliore dipende da molti fattori, come l'età del TV, le sue dimensioni, le abitudini di utilizzo, l'età degli utenti e la loro dimestichezza con la tecnologia. E così via. Per andare a colpo sicuro, ecco una facile guida passo dopo passo per operare una scelta tra TV e decoder veramente pensata.

TV e decoder: perché sono prodotti alternativi?

Il processo di cambiamento della modalità trasmissiva della TV riguarda le codifiche impiegate e lo standard di trasporto del segnale. Insomma, tutte cose che interessano il "sintonizzatore" e non l'intero TV. Il sintonizzatore è quella parte di elettronica che si occupa di "trovare" il segnale TV digitale dall'ingresso di antenna, decodificarlo correttamente e mandarlo allo schermo. Tutti i TV hanno un sintonizzatore integrato, ma se questo diventa obsoleto, non è strettamente necessario cambiare l'intero TV, ma basterebbe cambiare il sintonizzatore, che però non è un elemento sostituibile. La soluzione è affiancare al vecchio TV un "sintonizzatore esterno", un apparecchio chiamato comunemente "decoder". Il decoder riceve quindi il segnale d'antenna, che va spostato dal TV al decoder, ed esce verso il TV con il segnale video, proprio come una qualsiasi sorgente esterna. Il collegamento tra decoder e TV può essere via Scart (se il TV è molto vecchio o è ancora a tubo catodico) o - meglio - via HDMI, un collegamento digitale che consente la migliore qualità. Con l'impiego di un decoder, il cui costo è decisamente contenuto, si evita di dover sostituire TV anche molto datati. Ma si va incontro ad alcuni piccoli fastidi: un apparecchio in più, un cavo in più, un telecomando in più.

 

Come va il vecchio TV?

La prima domanda da porsi è: quali sono le condizioni del vecchio TV? Certo, tutto è migliorabile, ma un passaggio tecnologico come quello in atto è un momento ideale per decidere di mandare in pensione un TV datato, anche se in qualche modo funziona ancora. Un TV che inizia a zoppicare, dopo anni (o anche decenni) di onorato servizio, potrebbe andare incontro a breve a un guasto di vecchiaia definitivo: certamente non converrebbe mandarlo in riparazione. In tal caso può essere inutile affiancare un decoder, optando immediatamente per un nuovo TV.


Il vecchio TV ci va "stretto"?

Nel giro di pochi anni, i TV sono diventati molto più sottili di prima, hanno praticamente azzerato la cornice attorno allo schermo e soprattutto sono diventati molto più grandi. Con quello che si spendeva 10 anni fa per un 32", oggi si può addirittura acquistare un 65": diagonale doppia, il che significa superficie dello schermo quadruplo. Certo, non tutti hanno lo spazio a disposizione per un TV più grosso; ma chi ce l'ha potrà valutare se acquistare un nuovo TV al posto del decoder, approfittandone per far crescere la dimensione dello schermo. Un TV più grande permette di vedere meglio e - con le trasmissioni che sono sempre più "scritte" - anche di leggere meglio i testi in sovraimpressione, senza sforzare la vista.


Voglia di alta definizione?

I TV non compatibili con la codifica MPEG4 (quella che viene estensivamente introdotta l'8 marzo 2022) al 99% non sono compatibili neppure con l'alta definizione. Ed è un peccato, visto che, proprio a partire dall'8 marzo 2022 tutti i canali principali (quelli dall'1 al 7 del telecomando, per intenderci) saranno diffusi proprio in alta definizione. Un decoder esterno, anche se HD, non potendo contare su un TV ad alta definizione, potrà funzionare solo nella vecchia definizione standard. E la differenza qualitativa con quello che si potrebbe ottenere con un nuovo TV (ormai sono tutti HD) è incredibile.

L'utenza del TV è anziana?

Inutile girarci attorno: il fatto di avere un decoder esterno - l'abbiamo imparato nel vecchio switch-off - complica un po' l'utilizzo del TV. Basta infatti che per errore si selezioni un ingresso diverso da quello a cui è collegato il decoder per rendere non banali le operazioni da compiere per tornare a vedere i canali.  L'utenza meno esperta, in generale, e quella anziana, in particolare, sono quelle che hanno maggiormente patito il decoder nella fasi di passaggio dall'analogico al digitale e che tornerebbero a partirlo ora. Sì, è vero, ora i decoder si sono evoluti: molti modelli sono dotati di telecomando universale (si mette via quello del TV e si utilizza solo quello del decoder) ma bisogna abituarsi al nuovo layout. E poi c'è, nei modelli compatibili, lo standard di comunicazione CEC che (solo per le connessioni HDMI) permette di gestire al meglio l'integrazione tra i due apparecchi: ma con i TV più vecchi non funziona. Insomma, un giovane, soprattutto se nerd, certamente se la cava con due clic sul telecomando; ma per chi è un po' più avanti con l'età, un decoder, che certamente conviene dal punto di vista economico, rischia di essere un dispetto poco simpatico sul fronte della facilità d'uso.

Il Bonus TV può fare la differenza

I fondi per l'ottenimento del Bonus TV sono ancora capienti. La misura di sostegno alle famiglie alle prese con lo switch-off in realtà si declina in due modalità diverse (tra l'altro eventualmente cumulabili tra loro): il bonus per la rottamazione di un vecchio TV, più ricco, pari a uno sconto del 20% del prezzo di acquisto e il Bonus che sconta 30 euro sull'acquisto di un TV o di un decoder, ma destinato esclusivamente ai nuclei familiari con un indicatore del reddito ISEE inferiore ai 20.000 euro. Se si ha diritto anche a quest'ultimo Bonus TV, il decoder praticamente si porta a casa gratis o quasi, visto che i 30 euro sono spesso capienti per l'acquisto, per lo meno dei modelli più semplici. Ma se il proprio ISEE è superiore a 20.000, l'unico Bonus TV disponibile è quello per la sostituzione del TV (non si applica infatti ai decoder). Se non si è già sfruttato il Bonus TV in altri frangenti, questo beneficio può diventare "l'aiutino" che sposta l'ago della bilancia verso il TV o verso il decoder. Tutte le informazioni sui bonus sono qui

OK, opto per il decoder: ma quale?

Se tutti i paragrafi precedenti non hanno fatto propendere per l'acquisto di un nuovo TV, la soluzione migliore è il decoder. Ne esistono di diversi formati e con diverse funzioni. I più classici hanno la forma di un piccolo box e sono dotati di alimentatore esterno. Ci sono poi alcuni modelli molto piccoli, a "stick", che si collegano direttamente alla presa dietro il TV, dove rimangono ospitati; e, se è disponibile una porta libera, possono anche essere alimentati direttamente da una presa USB sul TV. In questo modo, questi apparecchi "scompaiono" alla vista e non aumentano la confusione visibile di alimentatori, cavi e connettori. Al di là del layout, ci sono poi alcune differenze che riguardano le funzioni: i modelli più evoluti hanno doppio tuner e possono mostrare un canale mentre ne registrano un altro su una memoria USB (una chiavetta o un hard disk, mai in dotazione). Altri modelli dispongono di un doppio telecomando, uno "completo" per gli utenti esperti e uno semplificato, con meno tasti, per gli utenti meno evoluti. Infine - ma qui saliamo un po' di prezzo - ci sono anche i decoder con sistema operativo Android che praticamente rendono smart il vecchio TV : è così possibile, oltre a vedere i canali del digitale terrestre, anche caricare e utilizzare le principali app di streaming, come per esempio DAZN, YouTube e così via.